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Conclusioni.
Un progetto di commercio elettronico per funzionare deve generare valore, o perché permette di reingegnerizzare le attività commerciali attuali dell'impresa aumentandone l'efficienza di costo o di tempo, o perché è in grado di offrire nuovi servizi ai clienti. La definizione degli obiettivi strategici del progetto è quindi il presupposto su cui si fonda l'intero processo di progettazione delle attività online.
Il servizio deve sfruttare le potenzialità della comunicazione ipermediale, sempre tenendo presente che l'intervento richiesto agli utenti incide come costo cognitivo e di tempo nella funzione del valore (vantaggio percepito) dei clienti stessi. Per questo la funzionalità e navigabilità di un servizio di commercio elettronico in Web devono essere testate prima del lancio.
L'interattività permette comunque di offrire servizi che per qualità e grado di personalizzazione sono estremamente vantaggiosi rispetto ai canali tradizionali, il rapporto con i quali deve essere comunque valutato nella strategia commerciale più generale d'impresa.
Solo una comunicazione push o pubblicitaria mirata al pubblico target del servizio progettato può permettere di iniziare la relazione con il cliente (perché altrimenti il sito Web rimarrebbe senza visitatori), che deve proseguire ed essere gestita nel sito in modo coerente con le aspettative generate nel primo contatto.
È possibile valutare la bontà dei risultati ottenuti, utilizzando strumenti automatici di rilevazione dei dati di traffico e vendita che della fedeltà d'acquisto, ma anche chiedendo la collaborazione one-to-one o comunitaria dei clienti per raccogliere le informzioni utili a queste analisi. Un progetto di commercio elettronico comunque non può essere valutato a prescindere dagli obiettivi strategici sui quali è stato fondato e comunque senza tener conto della qualità e difendibilità delle risorse di fiducia e conoscenza costruite con i clienti, che sole potranno garantire il successo commerciale di lungo periodo dell'iniziativa.
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