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- martedì 8 maggio 2007
Una ricerca di MatrixLab sull’advertising nel Social Network rileva che il Web Italiano è il più maturo e reattivo d’Europa.
Google ha speso 3,1 miliardi di dollari per
accaparrarsi la maggior concessionaria di pubblicità online,
DoubleClick. Yahoo! ha risposto mettendo sul piatto 680 milioni per
completare l’acquisizione di RightMedia. E Microsoft pare intenzionata
ad accordarsi con Yahoo! attraverso una megafusione, in un’operazione
dall’inconcepibile valore di 50 miliardi di dollari.
Insomma, il
futuro della pubblicità è sempre più sulla Rete. Per tanti buoni
motivi. Per esempio perché si possono raggiungere utenti sofisticati
come professionisti e dirigenti durante la giornata di lavoro, quando
stanno attaccati a Internet. Sempre, in ufficio e fuori. Se invece il
target è più generale, l’audience può essere raggiunta veicolando
pubblicità innovativa nei newsgroup, nei blog, nei portali.
Insomma,
in quel variegato mondo d’incontro e discussione che chiamiamo Web 2.0
o Social Web, ma che semplicemente vuol dire spazi Internet dove i
contenuti sono creati dal basso, dagli stessi utenti che discutono dei
fatti loro, dei loro hobby, delle loro passioni o semplicemente da chi
cerca un amico con cui chiacchierare.
La possibilità di parlare di
palline da ping pong direttamente agli appassionati del tennis da
tavolo, per fare un esempio tra un milione, e misurare subito
l’efficacia della campagna, secondi dopo che il messaggio è online, non
può che far venire l’acquolina agli investitori.
Il problema è che
talvolta proprio i pubblicitari conoscono poco Internet come veicolo
per le campagne. La colpa non è loro, però: fino a ieri poco si sapeva
su chi sono (e quanti sono) gli italiani che frequentano il Social Web,
quanto tempo ci passano e per farci cosa.
A queste risposte,
fondamentali per pianificare una campagna online, dà risposta uno
studio di Metrix Lab, commissionato da Microsoft digital advertising
group, la concessionaria di pubblicità online di Redmond, che ha
interessato 1.600 navigatori europei. Le sorprese sono tante, tutte
belle.
Siamo un esercito!
Contrariamente a
quel che pensano in molti, l’Italia è all’avanguardia nell’uso del
Social Networking. Ben il 39% dei navigatori italiani visita o aggiorna
i blog, i portali, i gruppi di discussione tutti i giorni. Meglio di
noi fanno solo i danesi (41%) mentre la media europea si attesta sul
32%. In più, siamo un popolo affamato di relazioni sociali.
Il 24%
del campione sul social network passa due ore al giorno. Qui nessuno ci
batte, almeno in Europa. Ma la sorpresa più grande è che il Social
Networking abbraccia tutti, uomini e donne, giovani e vecchi, senza
significative differenze tra fasce d’età e sesso.
Le ragioni del successo
La
cosa che più piace agli italiani è che nel Social Networking ci si può
esprimere liberamente: il 61% del campione ci trova uno spazio dove
confrontarsi su temi come politica, sport, spettacolo o anche a
carattere culturale e sociale.
Non sorprende dunque che il 57% di
loro visiti i blog di altri per trovare qualcuno con cui condividere
gli stessi interessi. Quasi la metà (49%) cerca amici in sintonia col
proprio stile di vita; mentre pochi (un quarto) usa i blog per
organizzare eventi come matrimoni, lauree, raduni o semplicemente per
una serata.
Quanto ai contenuti più apprezzati, la parte del leone
la fanno le fotografie (l’84% di chi ha un blog lo arricchisce di
immagini), poi viene la condivisione di musica, spesso autoprodotta
(71%).
Per il 61%, il proprio spazio virtuale è una casa, che va
arredata secondo i gusti personali, con sfondi e decorazioni
multicolori. Tanti parlano per lo più dei fatti loro: la metà del
campione concepisce il proprio blog personale come un diario online
aperto a tutti. Per fare il blogger non è necessario essere un geek,
tant’è vero che le funzionalità più sofisticate, come i flussi Rss,
sono usati solo dal 16% degli intervistati.
La parola alla pubblicità
Ora
che abbiamo visto quanto grande e di qualità sia il social networking
italiano, come lo si può trasformare in un potente veicolo
pubblicitario?
La caratteristica più impressionante dell’advertising
sul Social Networking è il passaparola: il 28% dei frequentatori di
blog e forum commenta gli annunci pubblicitari, e più di un terzo li
invia agli amici interessati all’argomento di cui si parla.
Il
messaggio pubblicitario, una volta nel circuito del Social Networking,
vive di vita propria: il 72% dei consumatori visita altri siti per
approfondire quanto letto sui siti degli amici, indice della
grandissima fiducia che la gente ripone nei blog in cui si sente a
proprio agio.
La pubblicità non spiace nemmeno a chi gestisce gli
spazi Web, il 60% sarebbe disposto a ospitare le campagne. Il lavoro
che devono fare i pubblicitari, spiega Microsoft, è quella di
identificare i frequentatori più influenti dei siti, gli “opinion
leader” del mondo virtuale, per sondare se e come possono diventare
sostenitori indipendenti del brand, consigliando il marchio nella
propria cerchia online o magari integrandolo addirittura nel loro sito.
Con
la loro collaborazione, le aziende sono chiamate a studiare nuove e
forme per far interagire gli utenti della rete coi loro prodotti in
modo diretto, immediato e divertente. Insomma, il Social Networking
italiano è grande e forte: ci vuole solo un pizzico di coraggio e
qualche buona idea per trasformarlo in una miniera d’oro.
[ Fonte: Matteo Campini - Week.it] |