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Tutti i vantaggi di Internet 2.0 per le aziende PDF Stampa E-mail

- lunedì 15 ottobre 2007  

 

Che cos’è il Web 2.0? Una definizione essenziale e non enfatica potrebbe essere la seguente: tutti quei servizi Internet di prima e soprattutto di seconda generazione (forum, blog, instant messenger, sistemi di fruizione e gestione rapida di contenuti, sondaggi online, communities, mondi virtuali ecc.) che garantiscono agli utenti un elevato livello di interazione con le diverse entità presenti in Rete e con gli altri utenti.

Il Web 2.0 può essere utile alle imprese? A questa domanda ha cercato di rispondere, a Milano, la prima tappa del tour "Innovation Conference", organizzato da Oracle in collaborazione con SDA Bocconi, che intende affrontare il tema del "Web 2.0 for the Enterprise" con i responsabili informatici di numerose grandi aziende di vari paesi europei.

 

Lo scopo, come sottolineato da Sergio Rossi, amministratore delegato di Oracle Italia, è quello di far capire alle organizzazioni che "il Web 2.0 è una piattaforma destinata a coinvolgere il cliente nel processo di innovazione dei nuovi prodotti". Le ragioni sono state spiegate da Gianmario Verona, docente dell'area marketing della Scuola di Direzione Aziendale della Bocconi, il quale ha ricordato come per le aziende sia necessario passare da una comunicazione unidirezionale verso gli utenti/clienti a un dialogo interattivo con i singoli consumatori e con le comunità dei consumatori.


La customer collaboration dovrebbe portare, secondo Verona, a una collaborative innovation, perchè l’innovazione stessa non è più, come un tempo, un momento isolato e concentrato nel tempo e nello spazio, ma un processo "articolabile in microattività spesso svolte efficacemente da attori specializzati indipendenti, che possono essere tanto organizzazioni che singoli individui". Attraverso gli strumenti del Web 2.0 gli utenti vengono messi in grado di partecipare a diverse fasi dello sviluppo dei prodotti/servizi, dalla generazione dell’idea originale, all’elaborazione, sino alla strategia di marketing. In tal modo l’azienda può beneficiare, immediatamente, "in tempo reale" e ad ogni stadio delle proprie attività, dell’apporto dei clienti (acquisiti o potenziali), con evidenti, positive ricadute sul gradimento del consumatore finale e sulle vendite.


Il docente della SDA Bocconi, dopo aver citato svariati casi di grandi aziende che, a vari livelli, hanno messo in atto la collaborative innovation online (HP, Nokia, Peugeot, Procter& Gamble, Volvo), ha indicato i principali trend che verranno indotti nelle imprese dal Web 2.0: messa a punto di nuove tecniche di ricerca di mercato (trasposizione online delle metodiche tradizionali, data mining, "open innovation", virtual stock markets), elaborazione in proprio dei risultati, specializzazione di società Internetbased nella raccolta dati e nel "knowledge brokering" ("procacciamento di conoscenza") a favore degli operatori tradizionali e, in generale, evoluzione dell’organizzazione aziendali (Enterprise 2.0). Rolf Schmitz, senior vice president di Oracle Western Continental Europe, ha ricordato, da parte sua, come le imprese nutrano oggi vari dubbi sull’applicazione tecnologica di servizi ad alto tenore interattivo: dalla possibile immaturità delle tecnologie relative, alle difficoltà di integrazione coi sistemi esistenti, dai problemi di conformità ai costi di gestione e archiviazione di grandi quantitativi di informazioni, sino alle eventuali incognite sulle questioni della sicurezza.


Ma il manager ha rimarcato con forza che oggi le stesse tecnologie sono pronte ad affrontare queste sfide (Oracle ha da poco messo a punto una piattaforma onnicomprensiva per la gestione di strumenti Web 2.0), e che il successo dell’implementazione di questo tipo di sistemi dipenda da una pianificazione saggia e graduale che coinvolga sviluppatori e anche utenti finali nella messa a punto dei processi di back end e di front end. Alla direzione e al marketing, aggiungiamo noi, spetterà il compito di governare l’interazione con gli utenti e di valutare, caso per caso, le azioni da intraprendere.

 

[ Fonte: GIANLUCA SIGIANI - repubblica.it]

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