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- martedì 22 maggio 2007
Il 2,9% del giro d'affari complessivo del mercato dei beni durevoli di
consumo nel 2006 (523 milioni di euro su un totale di 18 miliardi) è
transitato da Internet.
Un canale, quello online, in continua evoluzione: se il numero dei siti
da cui è possibile acquistare prodotti è diminuito negli ultimi anni
(nel 2004 erano 238, a dicembre 2006 erano 226). il fatturato generato
da questo canale è aumentato da 170 milioni del 2004 agli attuali 523
milioni di euro. Un dato significativo che emerge dalle rilevazioni
continuative di GfK Marketing Services Italia. L’online è ancora in via
di sviluppo rispetto al negozio “reale”, ma in questi anni è stato in
grado di anticipare le tendenze del mercato. A sopresa, emerge dalla
ricerca che i prezzi via internet sono maggiori di quelli tradizionali.
La
rilevazione ha riguardato 43 siti web a livello europeo, tra Click
& Mortar, cioè siti e portali che fanno riferimento a catene e
negozi con punti vendita sul territorio, e Pure Player, cioè veri e
propri negozi virtuali che vendono prodotti di tecnologia di consumo.
Si tratta di un campione rappresentativo di un universo di 226 siti
web, di cui fanno parte 9 dei 10 top player in Italia.
In linea
generale a essere preferiti sono ancora gli acquisti attraverso i
canali tradizionali: le vendite online costituisco un canale in via di
sviluppo, che probabilmente deve dimostrare le sue potenzialità. La
ricerca rivela però alcune caratteristiche specifiche, tra le quali la
capacità di anticipare il ciclo di vita dei prodotti, come avvenuto ad
esempio nel 2006 per l'acquisto delle nuove generazioni di lettori Mp4.
Il
prezzo medio dei prodotti venduti via internet risulta superiore a
quello dei canali tradizionali: una differenza che si spiega
soprattutto con il fatto che gli acquisti on line riguardano
principalmente prodotti di fascia alta e a maggior contenuto
tecnologico.
Ad esempio, l'incidenza dei grandi elettrodomestici
risulta del tutto marginale, mentre i settori merceologici per i quali
il peso relativo del canale Internet è superiore alla media sono quelli
dell'Information Technology (3,1%) e delle telecomunicazioni (2,3%).
Se
analizziamo la composizione del fatturato del canale online, i prodotti
più importanti sono i telefoni cellulari (16, 6% del totale), seguiti
dai laptop (14,85%), tv Lcd (10,1%), tv al plasma (5,3%), stampanti
(2,9%), monitor per Pc Lcd (2,8%), navigatori satellitari (2,4%) e
condizionatori (1,6%).
A parità di prodotto, non sempre il
canale online è in grado di offrire prezzi più convenienti. Il
confronto effettuato tra i prezzi medi di vendita dei primi dieci
modelli più venduti nei due canali tradizionale e online mostra che non
sempre, a parità di modello, il canale internet è in grado di offrire
prezzi più aggressivi.
Domanda e offerta si incontrano in modo
diverso nel canale online. Come si è detto, in genere in Internet si
effettuano acquisti a prezzo medio più elevato. Ad esempio, per quanto
riguarda i tv Lcd, a dicembre 2006 nei canali tradizionali il prezzo di
vendita dei primi dieci modelli più venduti oscillava tra gli 846 e i
741 euro, mentre in Internet i prodotti più venduti erano posizionati
con un prezzo che variava tra i 1.154 e gli 877 euro. Alcuni prodotti
invece sono invece offerti a prezzi più aggressivi: questo accade ad
esempio per alcuni modelli di lettori Mp3.
Il prezzo, in ogni
caso, non sembra essere l'unico motore della scelta per gli acquisti on
line, condizionata più in generale da altri fattori, il primo dei quali
sembra essere la possibilità di trovare immediatamente il prodotto
desiderato, anche se ancora di difficile reperimento sul mercato nei
canali tradizionali.
Tra le caratteristiche peculiari del canale
online, la ricerca evidenzia come la stagionalità delle vendite
natalizie risulti anticipata al mese di novembre, rispetto al canale
tradizionale (3,9% sul totale degli acquisti online nel mese di
novembre 2006, 3% nel mese di dicembre 2006), mentre diminuisce più
della media nel mese di agosto (2,2% di acquisti in Internet nel mese
di agosto 2006 contro una media annuale del 3%). La spiegazione risiede
probabilmente nel fatto che, mentre in agosto i consumatori, essendo in
vacanza, frequentano meno il canale Internet, nel periodo natalizio
tendono ad anticipare gli acquisti in funzione dei tempi di consegna.
[ Fonte: Quo Media] |