| Web 2.0 Expo: molte novità ma si partecipa meno |
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- mercoledì 18 aprile 2007 Web 2.0 Expo: molte novità ma si partecipa meno Finisce
oggi a San Francisco, al famoso Moscone Center, l'edizione 2007 del Web
2.0 Expo, l'evento nato dall'intuizione e dalla lungimiranza di Tim
O'Reilly, che ha lanciato un'etichetta - quella dell'internet di
seconda generazione - le cui ripercussioni continuano a segnare
goal,ultimamente soprattutto sul fronte business e un po' meno su
quello della socialità. La carrellata di novità è spropositata anche quest'anno: complice la vetrina e la risonanza mediatica dell'expo, le start-up e i grandi della rete hanno appena presentato le loro ultime creazioni. In primis Google, che ieri ha annunciato ufficialmente la sua versione di PowerPoint, strumento per creare slide che si aggiunge a Docs & Spreadsheets tra i servizi web sostitutivi all'Office di Microsoft, e che aggiungerà (ma la data di rilascio ancora è segreta) un tassello alle sue Google Apps per la produttività individuale e aziendale. E mentre Adobe ha approfittato dell'Expo per lanciare il suo nuovo Adobe Media Player, sempre da San Francisco annuncia che presto vi aggiungerà anche uno store per acquistare musica e video, in cui utilizzerà i Drm per proteggere i contenuti.
Anche Amazon, presente come ogni anno all'evento, ne approfitta per fare il punto della situazione sulla sua offerta per aziende di web services, settore in sviluppo da cinque anni ma che ancora non ha avuto positivi riscontri finanziari. Come ha dichiarato Bezos all'Expo, "non stiamo guadagnando ancora, si tratta di un investimento". E i tempi, secondo il capo di Amazon, sono praticamente maturi per il salto di qualità.
Intanto la testata Webware, costola di CNet specializzata in applicazioni, lancia il primo oscar alla tecnologia, al servizio o al sito della categoria user generated content. Le candidature sono state aperte il 16 aprile e sarà possibile iscriversi fino al 7 maggio. I settori cui è possibile iscriversi sono dieci: browsing; communications; community; data; entertainment; media; mobile; productivity; publishing; reference.
Tra le start-up che hanno annunciato nuovi prodotti, Vidoop ha fatto molto parlare di sé per il sistema che sostituisce con le password con immagini, mentre Netvibes ha presentato un nuovo aggregatore di contenuti per rivoluzionare la struttura dei propri siti riposizionando i blocchi dei contenuti in maniera sempre nuova. E tra i clienti ci sono già grandi nomi come Forbes o il Washington Post. O ancora, si è parlato di un luogo per creare mash-up prendendo pezzetti di siti diversi come Dapper.net e di un sistema di ricerca vocale di numeri e indirizzi come quello di Tellme Networks.
Se
le novità tecnologiche non mancano, a soffrire sembrano piuttosto i
siti in cui la partecipazione è fondamentale: secondo i dati di una
ricerca di Hitwise, calano le percentuali di utenti
che inseriscono contenuti (video, immagini) rispetto al totale degli
accessi a siti come Flickr o YouTube. Anzi quel che emerge è che i
visitatori tendono a vivere anche i siti in cui potrebbero interagire,
con atteggiamento passivo da semplice spettatore. Con una sola
eccezione: Wikipedia. I numeri del web 2.0 sono comunque invitanti e
tutta la famiglia di questi siti, in generale, ha registrato un +668
per cento negli ultimi due anni. Quel che sembra mancare, però,
[ Fonte: Eva Perasso - VisionBlog ] |
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