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Java un linguaggio portabile di programmazione per internet.
L'introduzione di Java da parte della Sun Microsystem - una delle maggiori aziende informatiche del mondo - rappresenta probabilmente la più importante innovazione nell'universo della telematica in generale, e di Internet in particolare, dopo la creazione di World Wide Web. Java, che deve il suo nome a una varietà di caffè tropicale, è nato come linguaggio di programmazione ad oggetti, ma si è evoluto fino a divenire una vera e propria piattaforma informatica.
Le origini del linguaggio (che inizialmente era stato battezzato Oak) sono molto singolari: esso fu ideato intorno al 1990 da James Gosling per essere incorporato nei microchip che governano gli apparecchi elettronici di consumo. Per molti anni è rimasto un semplice prototipo, finché intorno al 1995 la Sun ha deciso di farlo evolvere, per proporlo come linguaggio di programmazione per Internet.
Le caratteristiche che fanno di Java uno strumento rivoluzionario sono diverse.
In primo luogo Java implementa pienamente i principi della programmazione orientata agli oggetti (object oriented): in questo tipo di programmazione, i programmi sono visti come società di oggetti, ognuno dotato di capacità particolari, che possono comunicare tra loro e scambiarsi dati; quando un oggetto ha bisogno di una certa operazione che non è capace di effettuare direttamente (ad esempio scrivere i risultati di un calcolo su un file), non deve fare altro che chiedere i servizi di un altro oggetto. Inoltre ogni oggetto può essere derivato da altri oggetti, ereditando da essi proprietà e comportamenti (metodi).
Questo paradigma facilita molto l'attività di programmazione sia perché, in fondo, assomiglia abbastanza al nostro modo di rappresentare il mondo, sia perché permette di riutilizzare gli stessi oggetti in molte applicazioni diverse.
In secondo luogo, Java è un linguaggio di programmazione che gode di una notevole portabilità. Questa sua caratteristica deriva dalla modalità di esecuzione interpretata dei programmi. L'interprete Java, definito Java Virtual Machine (JVM), fornisce una rappresentazione astratta di un computer che il programma utilizza per effettuare tutte le operazioni di input e output. È poi la JVM che si preoccupa di tradurre tali operazioni in istruzioni macchina per il computer sul quale è installata, comunicando con il sistema operativo o direttamente con il processore, nel caso di macchine basate sulla piattaforma JavaOS (si tratta di macchine che usano direttamente la piattaforma Java come sistema operativo, come alcune versioni di Network Computer).
In questo modo un programma scritto in Java può essere eseguito indifferentemente su ogni piattaforma per cui esista una JVM senza subire modifiche. Prima di essere eseguito, tuttavia, esso deve essere sottoposto ad un processo di 'precompilazione'. Il kit di sviluppo Java (Java Development Kit) con cui poter effettuare questa operazione viene distribuito gratuitamente dalla Sun. Per chi è interessato, il sito di riferimento è all'indirizzo Web http://www.javasoft.com [98].
Un'ultima caratteristica importante di Java è il fatto di essere stato progettato appositamente per lo sviluppo di applicazioni distribuite, specialmente con l'uscita delle estensioni JavaBean. Questo significa che un'applicazione Java può essere costituita da più moduli, residenti su diversi computer, in grado di interoperare attraverso una rete telematica.
A queste caratteristiche fondamentali se ne aggiunge una ennesima che rende l'integrazione di Java con Internet ancora più profonda: un programma Java può essere inserito direttamente all'interno di una pagina Web. Queste versioni Web dei programmi Java si chiamano applet. Ogni volta che il documento ospite viene richiesto da un browser, l'applet viene inviato dal server insieme a tutti gli altri oggetti che costituiscono la pagina. Se il browser è in grado di interpretare il linguaggio, il programma viene eseguito. In questo modo le pagine Web possono animarsi, integrare suoni in tempo reale, visualizzare video e animazioni, presentare grafici dinamici, trasformarsi virtualmente in ogni tipo di applicazione interattiva.
Sappiamo che alcuni browser sono in grado di visualizzare dei file con animazioni o con brani video attraverso la tecnologia dei plug-in. Ma i plug-in sono tutto sommato delle normali applicazioni che vanno prelevate (magari direttamente da Internet) e installate appositamente. Solo allora possono esser utilizzate. E deve essere l'utente a preoccuparsi di fare queste operazioni, con le relative difficoltà. Infine, i plug-in sono programmi compilati per un determinato sistema operativo (e per un determinato browser!), e non funzionano sulle altre piattaforme: un plug-in per Windows non può essere installato su un computer Mac o Unix.
Con Java questi limiti vengono completamente superati. Infatti i programmi viaggiano attraverso la rete insieme ai contenuti. Se ad esempio qualcuno sviluppa un nuovo formato di codifica digitale per le immagini, e intende utilizzarlo per distribuire file grafici su World Wide Web, può scrivere un interprete per quel formato in Java, e distribuirlo insieme ai file stessi. In questo modo ogni browser dotato di interprete Java sarà in grado di mostrare i file nel nuovo formato. Inoltre lo stesso codice funzionerebbe nello stesso modo su ogni piattaforma per la quale esistesse un browser dotato di interprete Java. Attraverso l'uso di Java, il potere di 'inventare' nuove funzionalità e nuovi modi di usare Internet passa nelle mani di una comunità vastissima di programmatori, che per di più possono sfruttare l'immenso vantaggio rappresentato dalla condivisione in rete di idee, di soluzioni tecniche, di moduli di programma.
Le potenzialità di questa tecnologia hanno naturalmente destato subito una grande attenzione nelle varie aziende che producono browser per Web. Anche in questo caso la più dinamica è stata Netscape, che ha integrato un interprete Java sin dalla versione 2 del suo browser. Attualmente Netscape supporta Java su tutte le piattaforme. Microsoft si è allineata molto presto, integrando Java a partire dalla versione 3 di Explorer - malgrado il gigante di Redmond abbia sviluppato una tecnologia in parte omologa, ma proprietaria, battezzata ActiveX.
La diffusione di Java su World Wide Web è stata assai rapida, anche se molte tecnologie concorrenti ne contendono la supremazia. La maggior parte delle applicazioni Java presenti sulla rete sono utilizzate per realizzare animazioni ed effetti grafici; non mancano però applicazioni scientifiche, didattiche e anche commerciali. Se desiderate esaminare sistematicamente i risultati di queste sperimentazioni, potete partire da uno dei molti siti Web che catalogano le applicazioni Java disponibili su Internet: il più noto e completo è Gamelan, all'indirizzo http://www.gamelan.com.
In italiano invece vi consigliamo Java Italian site all'indirizzo http://jis.rmnet.it/. Moltissimi degli applet elencati in queste pagine sono di pubblico dominio, e possono essere prelevati, modificati e inclusi all'interno delle proprie pagine Web.
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